Teatro in Mostra – “OCCIDORIENTE – TERRA DI MEZZO”

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OCCIDORIENTE – TERRA DI MEZZO

OCCIDORIENTE – TERRA DI MEZZO

Liberamente ispirato al racconto “Il manichino dietro il velo” di S. Hedayat

 

 

Teatro in mostra presenta, Sabato 4 ottobre alle ore 20.30 presso la Sala Polifunzionale “De Marchi” a Varenna, lo spettacolo teatrale “Occidoriente – Terra di mezzo”

 

 

con Laura Negretti e Sacha Oliviero
Drammaturgia Hamid Ziarati
Regia Eleonora Moro
Scene e progetto luci Armando Vairo
Direttore tecnico Donato Rella
Produzione Teatro in Mostra 

 

Durata spettacolo 1h 10 min circa

INGRESSO GRATUITO

 

Un incontro per capire; un incontro tra un gruppo di artisti italiani e uno scrittore iraniano che dell’Italia ha fatto la sua seconda casa, ma che custodisce ed alimenta un profondo legame con il suo popolo e la sua cultura d’origine. Un incontro dove la moltitudine delle nostre domande era appesantita dall’ansia di andare oltre i luoghi comuni e dove invece, l’apparente semplicità della risposta, indicava già la strada da seguire. Leggerezza e tradizione; ecco la risposta di Hamid Ziarati.

Leggerezza e tradizione dunque per spiegare, o soltanto provare a spiegare, attraverso uno spettacolo, a noi non iraniani, non persiani, non orientali, non mussulmani cosa vuol dire Iran oggi. E così, guidati dalla soave ironia di Hamid Ziarati abbiamo vagabondato, tra le affascinanti pieghe della tradizione letteraria e poetica persiana. Alla fine abbiamo scelto un piccolo racconto che possiede due caratteristiche irrinunciabili. La prima è che pur essendo stato scritto quasi un secolo fa narra una storia universale; una storia d’emigrazione e d’amore, una storia di civiltà diverse, quella occidentale e quella orientale, che s’incontrano e si scontrano, una storia dove l’altro da se affascina e respinge. L’altra caratteristica per noi fondamentale è che questo racconto ci ha parlato attraverso le immagini; Teheran, uno studente, Parigi, un manichino, ancora Teheran, una giovane innamorata, un velo e una pistola. E le immagini sono fondamentali quando si sceglie un testo che dovrà poi diventare uno spettacolo.

Il racconto è “Il manichino dietro il velo” (1933), l’autore Sadegh Hedayat, da molti considerato il Kafka della letteratura persiana. Non ci rimaneva altro da fare che affidarlo ad Hamid,
perché lui potesse attualizzare, adattare e plasmare  sulla sua personale esperienza di scrittore iraniano immigrato da molti anni in Italia, un racconto di emigrazione scritto da un autore persiano del secolo scorso. E’ inquietante e forse anche un po’ surreale ma ad un certo punto del nostro progetto ci siamo accorti che le fantasiose contraddizioni della realtà iraniana erano
penetrate anche all’interno del nostro spettacolo. Protagonista del racconto è, infatti, un manichino di donna visto da un giovane iraniano in una vetrina di una città europea; simbolo dell’apparenza attraente e nel contempo repulsiva di tutto ciò che può essere inteso come “Occidente”. Una foto ha fatto il giro del mondo qualche mese fa; quella di una fabbrica di Teheran dove i manichini di donna vengono privati dei seni e “lobotomizzati” prima di essere esposti nelle vetrine; resi conformi ai dogmi imposti dagli arcigni difensori della moralità e del costume iraniano!

 

 

 

 

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